La partecipazione e le lotte non si processano, si difendono.

Postato da Appello per L'Aquila il 21/04/2016 | 0 commenti

I gruppi Appello per L’Aquila e L’Aquila che Vogliamo aderiscono al presidio che si terrà venerdi 22 alle ore 10.30 davanti al tribunale in occasione dell’udienza contro alcuni esponenti del 3e32/Casematte.

E’ solo l’ultimo degli innumerevoli processi che hanno coinvolto decine di nostri concittadini, oltre cento, colpevoli di aver resistito e lottato quando l’intera classe politica era più attenta agli affari che ai bisogni della popolazione.
E’ incredibile che si venga accusati, nella pratica, di aver dato vita a uno dei primi luoghi di socialità post-sisma, un’oasi recuperata nelle macerie del Parco di Collemaggio ancora oggi lasciato colpevolmente nel degrado e senza uno straccio di progetto.
Al di la delle idee politiche, nessuno può negare l’altissimo valore sociale di quell’esperienza che fu la prima che tentò di autorganizzare la popolazione, la prima forma di “resilienza” come dicono quelli bravi, e che continua ancora oggi a proporre iniziative politiche e culturali che attraggono giovani e non, diventando un punto di riferimento per tanti gruppi e associazioni cittadine.

Le ragazze e i ragazzi non hanno solo utilizzato uno spazio abbandonato, trasformandosi in “sentinelle” per la destinazione pubblica e sociale di quell’area, ma hanno riempito il vuoto sociale delle politiche di questa amministrazione che, alle promesse di luoghi per l’aggregazione giovanile non ha, ancora oggi dopo sette anni, fatto nulla, zero assoluto.
Il tutto compiuto con assoluta generosità verso tutta la nostra comunità cittadina, tra i pochi a non badare all’interesse personale ma a quello collettivo. Una difesa dei beni comuni con la consapevolezza anche di rischiare in prima persona. Si chiamano coraggio, senso civico e di responsabilità, cose che non si possono processare.

L’udienza arriva poi a pochi giorni dalla notizia che ci sarebbero altri denunciati per la visita di Renzi. Chi c’era quel giorno sa perfettamente quali siano state le dinamiche dei fatti ed è intollerabile che si lancino accuse per nascondere un’errata gestione della piazza da parte di chi ne era preposto.
L’indagine è anche conseguenza della vergognosa conferenza stampa accusatoria del PD aquilano i giorni seguenti la visita del premier, come se il dissenso e il conflitto fossero ammissibili solo verso il governo Berlusconi e non con Renzi. Le teste spaccate dai manganelli quel giorno non sono diverse da quelle del 7 luglio 2010 a Roma.
La partecipazione della cittadinanza e le lotte sociali non si processano, si difendono. Per questo siamo insieme al 3e32 e a tutti i denunciati.

Appello per L’Aquila
L’Aquila che Vogliamo

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