La zona rossa e L’Anima Bella Mè

Postato da Appello per L'Aquila il 05/09/2016 | 0 commenti

In merito alle ultime dichiarazioni del Sindaco Cialente sulla faccenda della zona rossa, essendo stata tirata in causa sia come abitante del centro storico che come consigliera territoriale, ci tengo a raccontare la mia esperienza personale di “anima bella”, una delle tante che “scoprono all’improvviso di essere in zona rossa”.

L’esclusione dalla zona rossa della mia abitazione e della strada di accesso fu disposta con ordinanza n. 2291 del 30/12/2009 a valle della realizzazione dei puntellamenti e delle verifiche di sicurezza. Per questo sono rientrata a vivere nel centro storico nella mia casa, con l’agibilità parziale, già nel 2010.
Diversamente non sarebbe stato possibile accedere alla mia abitazione, che pure era in buone condizioni (era “una B”), e l’avrei fatto a mio rischio e pericolo, infrangendo le norme e incorrendo nelle sanzioni del caso. Sul fatto che poi proprio il primo cittadino ostenti spavalderia per averlo fatto non posso che invocare il classico pietoso velo.

Per lo stesso motivo – fuori dalla zona rossa – nel 2010 ho potuto chiedere il riallaccio delle utenze.
Per lo stesso motivo – fuori dalla zona rossa – nel 2011 ho potuto presentare la pratica per la ricostruzione: era una delle condizioni inderogabili previste dal provvedimento sindacale n. 548 del 02/03/2011. I lavori, per la cronaca, sono terminati nell’estate 2012.

Sono cambiate negli anni le modalità di presentazione delle proposte di intervento e di accesso ai contributi, ma che si dovesse continuare a tenere conto della possibilità di accesso in sicurezza agli edifici nella programmazione degli interventi appare scontato.
E del resto tra 2010, 2011 e 2012 la zona rossa, cioè l’area in cui mancano le condizioni di percorribilità in sicurezza e per questo interdetta al pubblico transito veicolare e pedonale fino al ripristino delle stesse, si è via via ridotta. Anche intorno a casa mia.

Fino al novembre 2012, quando con l’ordinanza n. 65, in seguito a uno sciame sismico, praticamente l’intero centro storico in via cautelativa e temporanea fu nuovamente chiuso, fatta eccezione per abitanti e operatori, nelle more che si compissero le opportune verifiche di sicurezza.
Solo pochi mesi fa, a giugno tramite una accesso agli atti, ho realizzato (“anima bella”) che tali verifiche sono avvenute solo in minima parte. Fino ad allora mi era sembrato ovvio che l’amministrazione non potesse rimanere inadempiente proprio rispetto a questo!
Del resto nei giorni, settimane, mesi e persino anni successivi al novembre 2012 non sono stati apposti ostacoli o cartelli, la ricostruzione è andata avanti con l’insediamento di nuovi abitanti e attività, le vie sono state attraversate da sempre più cittadini e visitatori in assenza di indicazioni di sorta. Tutto ciò ha contribuito, con la benedizione dell’amministrazione, alla percezione generale che la zona rossa, insicura e perciò vietata, fosse un ricordo lontano, legato ai tempi della città militarizzata.
Salvo poi scoprire che non è andata così. Infatti quasi tutto il centro storico è rimasto, da fine 2012 e fino a un paio di giorni fa, un’immensa zona rossa di fatto solo formalmente vietata.
Sembrerebbe che la zona rossa, da un certo punto in poi, abbia piuttosto fornito l’alibi per giustificare l’assenza di regole e servizi.
Da quando i miei vicini di casa stanno finalmente via via aumentando e la mia zona, tra uffici pubblici e movida serale, è attraversata sempre più giorno e notte da aquilani e non, ho rappresentato, come altri, alcune esigenze:
‘Ripristiniamo i sensi di marcia?’ – veramente … è zona rossa!
‘E per l’illuminazione, l’igiene stradale?’ – veramente … è zona rossa!
Ma come zona rossa?! Sei anni fa non lo era: dal 2012 non avete più verificato la sicurezza, come previsto dall’ordinanza sindacale, e riperimetrato?!
No, veramente no.

2010, l'ordinanza del Sindaco: alle spalle di Via Garibaldi quasi nulla è in zona rossa

2010, l’ordinanza del Sindaco: alle spalle di Via Garibaldi quasi nulla è in zona rossa

Oggi, dopo sei anni, quasi tutto alle spalle di Via Garibaldi è zona rossa!

Oggi, dopo sei anni, quasi tutto alle spalle di Via Garibaldi è zona rossa!

E così, dopo le pressioni dei consiglieri di Appello per L’Aquila che Vogliamo, precedenti al sisma del 24 agosto, e quelle successive del Prefetto, si è arrivati alla pezza, peggiore del buco, di tre giorni fa: una nuova perimetrazione che è sì molto ridotta rispetto a quella dell’ordinanza n. 65/2012, ma che continua a comprendere aree ulteriormente ripopolate in quanto escluse dalla zona rossa negli anni precedenti. Compresa casa mia e dintorni.
Un provvedimento che prevederebbe una sorta di recinto intorno a queste aree a cui l’accesso verrebbe regolamentato tramite pass.
Una disposizione evidentemente inattuabile che se possibile toglie ulteriore credibilità all’amministrazione, già ampiamente inadempiente su questa faccenda.
Ora, solo chi è in malafede può pensare che il problema dei residenti o delle attività commerciali e produttive sia rappresentato dall’accesso controllato, che sia tramite pass o altro.
Il problema, che riguarda tutte le cittadine e i cittadini e chiunque per turismo, svago o lavoro attraversa il nostro centro storico, è di garantirne le condizioni di percorribilità in sicurezza.
Di conseguenza tutte le vie di accesso dove le persone vivono e dove hanno riaperto attività devono, se non lo sono, essere messe in sicurezza ed escluse dalla zona rossa.
Altrimenti come si può dire “tornate a vivere nel centro storico, riaprite i negozi?”.

Non si chiede insomma come verrà regolamentato l’accesso.
Le domande sono ben altre (e torno al personale come esempio): perché la mia abitazione e le vie di accesso, che nel 2010 erano escluse dalla zona rossa, oggi che sono stati ultimati i lavori di altri edifici nell’intorno, sono incredibilmente all’interno della nuova perimetrazione?
Se il problema è rappresentato dai cantieri, come dice il Sindaco, perché il Corso è escluso dalla zona rossa?
In base a quanti e quali sopralluoghi e verifiche è stata riperimetrata ad oggi la zona rossa?
Si intende procedere e entro quando con la messa in sicurezza di quanto ritenuto a rischio?
E soprattutto, a oltre sette anni dal sisma, un centro storico che ospita anche grandi eventi può permettersi una zona rossa il cui controllo è di fatto inattuabile?
Non sarebbe più opportuno programmare verifiche costanti, chiudere le vie veramente a rischio ancora disabitate e mettere in sicurezza quelle ormai popolate?
Insomma quello che si chiede è il passaggio dalla non-gestione del problema che si è avuta in questi anni a provvedimenti finalmente rigorosi, credibili e quindi attuabili.

Caro Sindaco, se pretendessimo “che i problemi si risolvano da soli”, con questa amministrazione avremmo fatto bingo.

Carla Cimoroni
Consiglio Territoriale di Partecipazione “L’Aquila Centro”

Leave a Comment