Le nostre proposte per la gestione di CASE e MAP

Postato da Appello per L'Aquila il 21/06/2013 | 0 commenti

Come noto, dopo il passaggio di consegne da parte della Protezione Civile, al Comune dell’Aquila è stato affidato definitivamente l’onore e soprattutto l’onere della gestione del progetto CASE e dei MAP. I residenti delle New Town lo sanno bene, dopo la secchiata gelida delle bollette pazze.
Ora, tra i numerosi problemi che si trova ad affrontare l’amministrazione comunale, c’è quello del modulo organizzativo: come gestire un compendio immobiliare di simili dimensioni?
La soluzione scelta dalla Giunta è quella di creare una nuova società pubblico/privata: una società, cioè, partecipata in parte dal Comune e in parte da un privato. Il socio privato, però, non si limiterà a garantire una partecipazione finanziaria (ossia a “metterci i soldi”), ma dovrà essere un soggetto in grado di gestire, con propri mezzi e personale, tutto il servizio, che riguarda l’intero progetto CASE e il complesso dei MAP.
Su questa scelta abbiamo più di una perplessità.
– Posto che, in base alla soluzione proposta, il socio privato svolgerà tutta l’attività operativa, che senso ha costituire una nuova società? La nuova società, infatti, ci costerà 2.100.800 € all’anno in più. Oltre 2 milioni di euro, si badi bene, destinati esclusivamente alla gestione della società. Il costo del servizio di manutenzione vero e proprio, infatti, ammonta a 2.838.740 €.
– Non sarebbe meglio affidare in appalto il servizio ad un soggetto esterno? Perché creare un nuovo carrozzone e quindi nuovi costi per affitti, CdA e via discorrendo, a carico degli abitanti di CASE e MAP? In realtà uno dei motivi principali addotti dal Comune è la volontà di ricollocare i lavoratori in esubero di altre società partecipate (SED e CGTS, in particolare). Mantenere tali lavoratori alle rispettive società comunali, tuttavia, costa “solo” 1.683.000 € all’anno, che gravano giustamente sull’intera comunità. Si tratta di quasi mezzo milione di euro in meno. Buttali via.
– Infine, affidare la manutenzione dell’intero progetto CASE ad un unico soggetto potrebbe non essere la soluzione migliore. È stata presa in considerazione l’ipotesi di più appalti frazionati per lotti di abitazioni oppure per tipo di attività di manutenzione (le caldaie, il verde, le pulizie, gli ascensori…)? In questo modo sarebbe sicuramente più favorita la partecipazione delle ditte locali e le economie di scala in questo settore, d’altronde, hanno un valore relativo. Inoltre il frazionamento degli appalti consentirebbe un più efficace controllo da parte del Comune e la diversificazione del rischio di contenziosi.
Ciò premesso, queste le nostre proposte sul punto:
1. Non creare una nuova società, con il suo strascico di costi, poltrone e nuove strutture burocratiche inutili.
2. Valutare la possibilità di frazionare gli appalti per lotti o servizi, considerando pro e contro in termini di occupazione per il territorio, di efficacia ed efficienza del servizio, di possibilità di esercitare un controllo rigoroso.
3. Prevedere penali severe in caso di inefficienze nel servizio, con controlli periodici e la possibilità per i residenti di denunciare ritardi e negligenze. Istituire una snella struttura di vigilanza, anche con una rappresentanza degli stessi inquilini, per svolgere questi controlli.
Qui un’esaustiva intervista sull’argomento al nostro consigliere Ettore Di Cesare.

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