16/03/12


Osservatorio civico e partecipato della ricostruzione

L’idea-progetto di Appello per L’Aquila di osservatorio civico e partecipato della ricostruzione presentata al Ministro Barca.
 Il 21 gennaio scorso scrivemmo al Ministro Barca chiedendogli di impegnarsi in un’operazione di trasparenza all’Aquila con la creazione di un osservatorio sulla ricostruzione.

Qualche giorno dopo il Ministro rispose accettando la proposta attraverso un messaggio sul suo profilo Twitter. Di conseguenza ci impegnammo a elaborare delle idee che oggi, 16 marzo, presenteremo al Ministro e alla città con la speranza che altri cittadini possano contribuire a migliorare il progetto che trovate di seguito. [puoi anche scaricare la versione pdf].

Premessa
La trasparenza è un nodo centrale e irrisolto per la ricostruzione dei nostri territori, un fattore importante per dare impulso all’avvio dei tanti lavori necessari in vari ambiti. Dovrebbe altresì essere il primo passo per la coesione sociale, per tentare di ritessere i nodi di fiducia di una comunità drammaticamente disillusa.
Sapere è il requisito fondamentale per organizzare le vite delle nostre famiglie, il futuro delle nostre attività, per partecipare attivamente alla vita della nostra comunità locale. Vogliamo conoscere:

  • i finanziamenti (quanti sono, da dove provengono, a chi e a cosa sono destinati),
  • i progetti (quali sono, chi li realizza, dove vengono realizzati)
  • e i tempi (quando partono, quanto tempo è previsto per la loro realizzazione, a che punto siamo).

Non abbiamo bisogno di essere rassicurati, vogliamo poter decidere con consapevolezza, avere la possibilità di contribuire all’azione pubblica per essere protagonisti del nostro futuro.
Controllare e misurare, giorno dopo giorno, se gli impegni del Governo e degli amministratori vengono rispettati.
Informazioni basate su dati ufficiali per far finire i “balletti dei numeri” e i rimpalli di responsabilità. Il punto di partenza è la disponibilità dei dati pubblici, in formati che consentano incroci, confronti, interpretazioni e interrogazioni.
Una base informativa, nei formati opendata readable-machine, che permetta di collegare informazioni che provengono da fonti diverse.
Un patrimonio che aumenterebbe l’efficienza delle procedure e quella della pubblica amministrazione, permettendo inoltre ai cittadini di monitorare gli impegni, le responsabilità e il rispetto dei tempi. Ma non si tratta solo di accountability, è un modo nuovo di fare le cose, un nuovo rapporto tra cittadini e Istituzioni.
Uno strumento in cui i cittadini possono essere gli occhi degli amministratori, aiutarli a sapere se un cantiere è davvero operativo, se le macerie sono state rimosse, se i progetti vanno della direzione degli obiettivi che ci si era posti.
Una piattaforma fondamentale per consentire agli amministratori e ai cittadini dei comuni del cratere un’analisi affidabile della situazione, elemento indispensabile per la progettazione e pianificazione delle azioni nei vari settori: dalla ricostruzione fisica a quella sociale, dallo sviluppo territoriale a quello economico.
Uno strumento dovuto a tutti i cittadini italiani che con le loro tasse e donazioni stanno contribuendo al reperimento delle risorse necessarie per la rifondazione dei nostri territori.
In questo documento forniamo alcuni esempi pratici di particolare rilevanza per i cittadini.
Indichiamo inoltre delle prime azioni che potrebbero avere facile e immediata attuazione.

L’idea
L’idea è l’osservatorio civico e partecipato della ricostruzione, una piattorforma che integra dati pubblici con strumenti di valutazione e monitoraggio a disposizione di istituzioni e cittadini. L’elemento fondamentale per l’avvio del progetto è la disponibilità dei dati pubblici su tutte le decisioni di finanziamento, le risorse effettivamente disponibili, le spese effettuate e le procedure: dalla fase dell’emergenza a quella della ricostruzione.
Negli anni sarà lo strumento per misurare l’efficacia degli interventi e i risultati ottenuti dalle risorse investite.

Quattro azioni immediate
Proponiamo quattro azioni immediate per dare progressiva attuazione all’osservatorio e alla sperimentazione di un nuovo modello partecipato della ricostruzione:

1. Liberare i dati oggi già disponibili
Pubblicazione in formati aperti e riusabili, opendata, dei dati già presenti nei sistemi informativi del Ministero dell’Economia, del CIPE, della Protezione Civile, della Struttura Commissariale e dei comuni del cratere. Si può creare un portale unico dove poter scaricare e interrogare tutti i dati aggiornati quotidianamente.

2. Sostenere la creazione dell’osservatorio: la piattaforma su quello che avviene attorno alla ricostruzione
Impegno da parte dei Ministeri, della Struttura Commissariale, della Protezione Civile, della Regione e dei comuni del cratere di effettuare entro 2 mesi una rassegna di tutte le fonti disponibili nei propri sistemi informativi e un programma di rilascio dei dati ai fini dell’osservatorio e di reperimento di altre informazioni utili presso le aziende partecipate, le camere di commercio e altri eventuali soggetti interessati.

3. Monitoraggio della filiera di approvazione e creazione di una “white list” delle imprese
Totale trasparenza sull’iter di approvazione degli indennizzi relativi alla riparazione di edifici e abitazioni private.
Un albo pubblico delle imprese e dei subappaltatori, “white list”, che garantisca scelte consapevoli per la ricostruzione degli edifici, un buon andamento dei lavori e un deterrente importante per evitare infiltrazioni della malavita.

4. L’Aquila Data Camp
L’organizzazione di un concorso nazionale estivo in cui far partecipare programmatori, operatori dell’informazione, aziende e Università per lo sviluppo di servizi, applicazioni web e in mobilità, basati sui dati pubblici rilasciati, a favore di istituzioni, imprese e cittadini.

I dati
Diamo qui un sintetico quadro dei dati necessari. Un approfondimento potrà essere effettuato solo dopo una fase di censimento e analisi delle basi informative pubbliche.
Nel seguito della proposta, sono illustrati casi concreti da cui desumere la struttura e la profondità delle informazioni necessarie.

Gli assi tematici-territoriali potrebbero riguardare:

  • Il territorio oggetto degli interventi
  • La fonte dei finanziamenti
  • La fase di intervento: prima emergenza, emergenza, ricostruzione
  • La destinazione: pubblica, privata, aziende
  • Settori di intervento come ad esempio ricostruzione leggera e pesante, opere pubbliche, edilizia residenziale pubblica, beni culturali, infrastrutture …

E’ necessario rendere disponibili tutti i dati aggiornati, in formato aperto, non aggregati ma nel dettaglio, riguardo, solo ad esempio:

  • Finanziamenti pubblici, privati e provenienti da donazioni. Delibere e iter di erogazione, destinazione, disponibilità effettiva, utilizzo …
  • Procedure e responsabili dei procedimenti
  • Dettaglio delle spese e loro destinazione
  • Dati sulle imprese coinvolte nelle attività
  • Dati su professionisti, presidenti di consorzio e amministratori di condominio
  • Dati sulle strutture pubbliche e private, dalla struttura commissariale, alla filieria di approvazione delle pratiche ai singoli comuni. Dettaglio aggiornato su personale e consulenze, sedi, finanziamenti, affidamenti e spese.

 

Cosa si fa con l’osservatorio
Per meglio illustrare il funzionamento dell’osservatorio, abbiamo pensato alcuni esempi pratici riferiti a problematiche particolarmente sentite dalla popolazione. Naturalmente i dati proposti in ognuno dei casi proposti sono puramente indicativi. Un modello puntuale potrà essere definito solo dopo la necessaria fase di analisi.

Le nostre città e le nostre case
Uno dei fattori di maggiore sfiducia per i cittadini è non avere informazioni sui tempi di rientro nelle proprie abitazioni danneggiate, sulle procedure e una totale mancanza di trasparenza sull’iter di approvazione delle pratiche. Queste informazioni non solo permetterebbero una migliore programmazione nelle scelte familiari ma, aumentando l’efficienza delle procedure, garantirebbe allo Stato minori onori derivanti dalla diminuzione delle spese per l’assistenza alla popolazione.
Per questo è necessario pubblicare nei formati aperti le informazioni su ogni singola pratica riguardante la riparazione di abitazioni private:

  • Progetto e percentuale di adeguamento sismico previsto
  • Dati sui progettisti
  • Dati su presidenti di consorzi e amministratori di condominio
  • Dati sulle imprese (vedi dopo)
  • Importi previsti e in corso d’opera. Monitoraggio civico
  • Tempi previsti e in corso d’opera. Monitoraggio civico
  • Data e numero di protocollo di presentazione della domanda
  • Informazioni sull’iter di approvazione nella filiera Cineas-Reluis-Fintecna-Comune: ente responsabile, tecnico responsabile dell’esame, data prevista per l’esame, data effettiva dell’esame, stato della pratica e eventuali osservazioni, data di approvazione, importo richiesto, indennizzo concesso.

Un sistema di tracciamento delle pratiche che permetta a tutti, in maniera trasparente, di incrociare i dati per sapere, ad esempio, quando una pratica verrà esaminata, se l’esame delle pratiche rispetta l’ordine di protocollo e presentazione, e, nel caso, chi è l’ente e la persona responsabile dei ritardi nell’esame, nell’approvazione e nell’erogazione degli indennizzi.
Informazioni che tra le altre cose permetterebbero ai cittadini scelte consapevoli e informate di tecnici e imprese: quanti lavori stanno svolgendo, di che dimensione e a fronte di quale struttura organizzativa ed economica.
Per questo proponiamo un albo pubblico, una “white list”, di imprese e subappalti che contenga:

  • Composizione dei soci e tutti i collegamenti in altre società partecipate
  • “Bollino verde” antimafia e antiriciclaggio, assegnato dalla Prefettura
  • Numero di operai e indice di bilancio
  • Curriculum dei lavori svolti
  • Specializzazioni e certificazioni
  • Eventuali procedimenti penali in corso in cui sia coinvolta l’impresa o uno dei soci
  • Numero e importi dei lavori acquisiti prima della presentazione dei progetti per l’approvazione
  • Numero e importi dei lavori acquisiti e approvati
  • Andamento dei lavori in corso: rispetto dei SAL e dei tempi di consegna

Naturalmente, vista la normativa vigente, l’iscrizione alla “white list” sarebbe facoltativa per le imprese, ma è facile immaginare che i cittadini daranno preferenza a quelle che renderanno trasparenti le loro informazioni e saranno certificate dal “bollino verde” della Prefettura.

Le nostre macerie: da male a bene comune

Il recupero e riuso delle macerie deve essere una risorsa economica per la ricostruzione. Assumerebbe inoltre una forte valenza simbolica, culturale e di buona pratica. Per dare impulso ed efficienza a questa attività è necessaria la trasparenza su tutta la filiera: dalla rimozione al riuso.
Si dovrebbero poter suddividere i territori del cratere in microzone per ognuna delle quali conoscere con aggiornamenti tempestivi:

  • L’ammontare delle macerie da rimuovere
  • La percentuale di macerie rimosse
  • L’andamento temporale della rimozione delle macerie
  • Le percentuali dei vari materiali presenti nelle macerie rimosse
  • Gli enti responsabili della rimozione
  • I responsabili dei procedimenti
  • Le ditte o le strutture pubbliche che effettuano i lavori. Composizione dei soci e tutti i collegamenti in altre società partecipate
  • I dettagli dei costi sostenuti e delle fonti dei finanziamenti: rimozione, trasporto,selezione, stoccaggio, riutilizzo. Eventuali costi aggiuntivi in corso d’opera e loro motivazione I siti di stoccaggio: costo e quantità di macerie. Soggetti proprietari dei siti.
  • Il riciclo delle macerie: percentuale riciclata e andamento nel tempo
  • Il riuso delle macerie: percentuale di riuso, il loro utilizzo e andamento nel tempo
  • Il calendario dei lavori previsti: programmazione dei lavori e monitoraggio civico del loro stato di attuazione.

Inoltre un bilancio economico e ambientale: quantificare il risparmio generato dal riuso, su base temporale, in termini economici e in termini ambientali (minor utilizzo di cave, minor uso di discariche, …).

La nostra storia e il nostro patrimonio: i beni artistici e gli edifici pubblici

Un territorio senza la sua storia è una comunità senza identità. Monumenti, palazzi storici, edifici pubblici e scuole sono il patrimonio nostro e di tutti gli italiani. Di ogni singolo edificio storico e di ogni bene pubblico sono necessarie tutte le informazioni sui lavori del “ciclo di vita del ripristino”: dalla messa in sicurezza al collaudo di fine lavori, il calendario della programmazione dei lavori e relativo tracciamento dell’iter.
Per ognuna delle fasi è necessario conoscere:

  • Il dettaglio della procedura di affidamento: nominativi dei componenti delle commissioni di valutazione, elenco dei partecipanti alla gara, dettaglio dei punteggi ottenuti da tutte le imprese partecipanti, offerte economiche e progetti presentati da tutte le imprese.
  • Gli enti appaltanti
  • I responsabili dei procedimenti
  • Il dettaglio del progetto dell’intervento con, ad esempio, la percentuale di adeguamento sismico previsto.
  • Pareri dei vari enti (beni culturali, …)
  • I dettagli dei costi previsti e delle fonti dei finanziamenti
  • I dettagli del flusso dei pagamenti effettuati
  • Il dettaglio dei SAL dei lavori
  • Eventuali costi aggiuntivi in corso d’opera e loro motivazione
  • Progettisti e tecnici: prestazioni e loro ammontare economico
  • Impatto sulla sostenibilità: risparmio energenico e diminuzione emissioni CO2 nel medio-lungo termine. Utilizzo di fonti di generazione di energia pulita e materiali sostenibili.
  • Percentuale di materiali di riuso utilizzato
  • Date di affidamento, di inizio e fine lavori. Monitoraggio civico sul rispetto dei tempi.
  • Imprese affidatarie: composizione dei soci e tutti i collegamenti in altre società partecipate, importi, numero dei lavoratori …
  • Imprese in subappalto: composizione dei soci e tutti i collegamenti in altre società partecipate, importo, numero dei lavoratori …

Un impulso all’economia e alla partecipazione: “L’Aquila Data Camp”
L’idea è quella di organizzare un campus estivo, in collaborazione con l’Università e le imprese locali, in cui far partecipare studenti, programmatori, operatori dell’informazione e Università da tutta Italia.
Un concorso per promuovere lo sviluppo di applicazioni web e in mobilità, basate sui dati pubblici rilasciati, per la trasparenza e la partecipazione a vantaggio di istituzioni e cittadini.
Un’occasione concreta di sviluppo economico territoriale basato sull’economia della conoscenza e sull’innovazione, le leve per la ricostruzione indicate anche dallo studio OCSE. L’Aquila capitale della trasparenza e dell’innovazione insomma, un appuntamento che potrebbe proseguire negli anni facendo della nostra città centro nazionale deldibattito, della ricerca, delle tecnologie e dei nuovi modelli economici legati ai temi della trasparenza, del data journalism, dei dati aperti e delle loro applicazioni per i cittadini, le aziende e le pubbliche amministrazioni.

Un impegno concreto e immediatamente attuabile
Il progetto di osservatorio naturalmente potrà realizzarsi e svilupparsi in varie fasi nel tempo con il contributo indispensabile di tutti: amministrazioni, Università, associazioni, aziende e cittadini.
Ma il suo avvio può essere immediato e di facile attuazione: tutti i dati già presenti nei siti del Ministero dell’Economia, del CIPE, della Protezione Civile, della Struttura Commissariale, dei comuni del cratere e di tutti gli enti coinvolti vengano messi a disposizione da subito in formati aperti e con licenze d’uso che li rendano facilmente riutilizzabili e incrociabili.
Partiamo da questo, si può fare velocemente anche come dimostrazione concreta di un cambio di passo e di prospettiva.

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