NO Ombrina, no Nimby

Postato da Appello per L'Aquila il 22/05/2015 | 0 commenti

Sabato 23 maggio saremo presenti a Lanciano alla manifestazione No Ombrina contro le trivellazioni in Adriatico, l’ultima iniziativa di una lotta che dura ormai da anni.
La coalizione di forze che ha aderito alla manifestazione è veramente espressione di un’intera società: dai centri sociali alle organizzazioni sindacali, dalla Regione Abruzzo a decine di comuni, centinaia di associazioni e comitati abruzzesi e nazionali, l’Arcidiocesi di Lanciano-Ortona, decine di attività commerciali e cooperative.
Tutti uniti per opporsi ad un progetto che il territorio rifiuta con forza e i numeri della manifestazione di sabato ne saranno la più evidente controprova.

Non si tratta del classico effetto Nimby (Non nel mio giardino) ma di tutt’altro. Il confronto di idee in questi anni ha infatti sviluppato la consapevolezza che le trivellazioni non sarebbero solamente uno scempio ambientale ed economico per magnifica costa dei trabocchi ma una scelta strategica sbagliata per tutto il Paese. Con la petrolizzazione si vorrebbe imporre un modello di sviluppo vecchio e perdente anche da un punto di vista economico visto che i paesi più accorti vanno in direzione contraria riguardo le politiche energetiche. Per questo la manifestazione di sabato pone una questione di rilevanza nazionale per il futuro di tutti ed è naturale quindi che le adesioni siano arrivate da ogni angolo dell’Italia.

Le misure inserite nello Sblocca Italia, il peggior provvedimento del governo Renzi, spianano la strada non solo alle trivellazioni ma anche agli inceneritori, alla cementificazione selvaggia con conseguente consumo di suolo, alle deregulation sulle grandi opere che faciliterà ancora di più il malaffare e taciterà enti locali e comunità.
Un ritorno al passato dove sviluppo coincide ancora con cemento e petrolio a favore delle solite lobby. Un suicidio ambientale ed economico che va bloccato con ogni mezzo necessario. Ne va del nostro futuro, di quello che respireremo e mangeremo, di come ci riscalderemo e muoveremo.
Appare incredibile che dopo venti anni di politiche fallimentari nella direzione tracciata dallo Sblocca Italia, di classico stampo neoliberista, si continui a perseverare sulla stessa strada. Che non funzioni e che provochi disastri non è un’opinione ma un fatto universalmente dimostrato e conclamato dai risultati prodotti negli ultimi decenni.

Per dirla con Tomaso Montanari: “Vogliamo un Paese in cui chiamiamo sviluppo ciò che coincide con il bene di tutti, e non con l’interesse di pochi”.
Per questo come aquilani saremo a Lanciano sabato per gridare NO Ombrina, NO Sblocca Italia, SI alla messa in sicurezza del territorio dai rischi sismici e idrogeologici, l’unica grande opera necessaria nel Paese a cui il governo Renzi ha destinato invece solo briciole di circostanza.
Occorre cambiare verso, ma per davvero.

Appello per L’Aquila
L’Aquila che Vogliamo

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