Ogni anno un nuovo amministratore: l’incredibile gestione delle aziende partecipate

Postato da Appello per L'Aquila il 09/03/2016 | 0 commenti

Nella disputa sulla nomina del direttore generale della Asl le parti politiche hanno cercato di tirare la volata al candidato della propria cordata di interesse. Il nuovo manager della Asl, digiuno da competenze settoriali, non era nell’elenco regionale ed è stato ripescato in quello della Lombardia con una clamorosa forzatura procedurale.

Ma il tutto si ripercuote anche sulle partecipate del comune, visto che Tordera è amministratore unico di Asm, dando inizio ad un incredibile giro di valzer per il “rinnovo delle nomine” già di per se “specifico atto di indirizzo gestionale e amministrativo”.
Ci si chiede quale politica industriale possa essere condotta se ogni anno cambiano i vertici delle aziende.
In 4 anni Asm, con la nuova nomina, avrà avuto quattro amministratori unici, il Ctgs tre come anche l’Ama. Ma che razza di gestione è mai questa?
Chi si occupava di rifiuti ora va alla sanità, chi di trasporti ai rifiuti in barba alla sempre citata “efficacia ed efficienza”.
Se, come affermato dal sindaco, in Asm ultimamente è stato fatto un ottimo lavoro (dalla raccolta differenziata, al decoro urbano fino allo stato delle relazioni sindacali non parrebbe proprio), si sarebbe dovuto battere per impedire che l’artefice di questi risultati  andasse via e non, come è avvenuto, fare l’esatto contrario.
E se Del Re ha fatto un buon lavoro ad Ama, chi usa i bus ogni giorno magari la pensa diversamente, che senso ha spostarlo ad Asm per un solo anno? Il lavoro all’Ama è forse finito o c’è ancora tutta la strada da fare?
E’ il fallimento certificato di tutte le politiche sui servizi nella nostra città. Dati di fatto, dati di realtà, numeri, percentuali e soprattutto l’esperienza dei cittadini che usufruiscono ogni giorno di quei servizi.
La gestione dei rifiuti, i diritti alla salute e alla mobilità sono i pilastri della qualità della vita di chi vive in un territorio e non possono essere mortificati da scelte che considerano sempre ed esclusivamente la convenienza politica e i rapporti personali e mai, nemmeno per sbaglio, la competenza nel settore e la passione.
Cosi non funziona, sono i risultati purtroppo a dimostrarlo.
Da sempre ci battiamo perché le nomine debbano seguire altri criteri e procedure di selezione trasparenti.
Abbiamo fatto anche approvare degli atti in tal senso, ma le regole servono a poco se non cambiano la mentalità e la cultura amministrativa.
Un cambio che stante cosi le cose è persino ingeneroso pretendere da questa classe politica.

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